È una malattia grave, spesso fatale, riguarda soprattutto i cani  causata da un microscopico parassita chiamato Leishmania infantum. Il parassita prende il nome dal tenente generale Sir William Leishman, un medico dell’esercito scozzese.

1. In che modo un cane viene colpito da leishmaniosi?
Quasi sempre i cani vengono infettati dal morso di un minuscolo insetto succhia-sangue chiamato mosca della sabbia. Le mosche di sabbia femmine succhiano il sangue per ricavarne proteine utili a produrre le loro uova. Se una mosca morde un cane infetto, il parassita Leishmania cresce nello stomaco della mosca e, successivamente, quando la mosca morde di nuovo, le forme infettive del parassita vengono iniettate nella pelle dell’animale che può quindi sviluppare la leishmaniosi. Molto raramente, un cane sano può essere infettato stando a stretto contatto con un cane con leishmaniosi, altrettanto raramente i cuccioli di una cagnolina infetta possono nascere con la stessa infezione.

2. Quando e dove la leishmaniosi è un pericolo per i cani?
Il nome sand fly è fuorviante: le mosche di sabbia non sono sulla spiaggia. Proliferano più abbondantemente nei giardini, intorno alle case in campagna, nei parchi e nei boschi. Questi “vettori” di infezione mordono principalmente all’aperto, I periodi più pericolosi dell’anno sono diversi in base alle caratteristiche geografiche della zona presa in esame. Intorno al Mediterraneo, la leishmaniosi viene trasmessa da maggio a settembre, o più tardi se c’è un’estate prolungata, ad ottobre.

3. Quali trattamenti possono essere proposti per far fronte alla Leishmaniosi?                                                                                                                                                                                                                    Se un cane è colpito dalla malattia in modo aggressivo, sarà molto difficile curarlo. Ma se è nelle prime fasi della malattia, ci sono buone possibilità di mantenerla sotto controllo. Tuttavia, con le terapie attualmente disponibili, non è possibile stabilire una cura parassitologica.
I segni clinici possono andare in remissione, ma il cane sarà probabilmente ancora infetto ad un livello molto basso per tutta la vita e potrebbe avere una o più ricadute.
I trattamenti farmacologici sono numerosi e non sempre lasciano la salute dell’animale completamente intatta… Inoltre non vi sono garanzie che la Leishmaniosi venga debellata in modo completo. Si suggeriscono dei trattamenti il più naturali possibile per attenuare le fasi acute. L’Artemisia, ad esempio, è una pianta che sia sotto forma di foglie essiccate, che di olio essenziale ha dimostrato di possedere
attività leishmanicida, in vitro ed in vivo, sia nei confronti dei promastigoti, sia verso gli amastigoti intracellulari, senza indurre alcuna epatotossicità o nefrotossicità nell’ospite.

4. Quali sono i primi segni clinici della leishmaniosi canina?
La diagnosi clinica della leishmaniosi canina è difficile. Esiste una grande varietà di segni, ma nessuno di essi è esclusivamente riconducibile alla malattia. Si parla di perdita di pelo in particolare intorno agli occhi e sul muso, che si diffonde spesso in altre parti del corpo. La pelle apparirà quindi secca e con forfora. Le piaghe o le ulcere della pelle solitamente si notano sulla testa e sulle zampe. E’ sempre presente una perdita di peso, che può essere molto grave, anche se l’appetito può rimanere buono. Altri segni occasionali sono emorragie nasali e disturbi agli occhi. Successivamente, le unghie possono crescere eccessivamente fino ad attorcigliarsi. L’insufficienza renale è un segno comune, ma anche in questo caso diventa difficile associarlo esclusivamente a questa malattia.

5. Come fa il veterinario a diagnosticare la leishmaniosi?
Attraverso l’utilizzo di test clinici e da laboratorio, il veterinario è in grado di diagnosticarla e di verificare il livello di compromissione dell’animale.

6. In che modo prevenirla?         

  • Limitare le passeggiate serali e notturne.
  • Far dormire in casa durante le ore notturne il cane, applicando zanzariere a maglie fitte alle finestre.
  • Fare uso di prodotti repellenti specifici, espressamente indicati per proteggere dalla puntura dei flebotomi.